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...Il telaio di Penelope

polinesia
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TAMURE'
Danza tradizionale polinesiana
 
 
 
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Contenuti


 estrella2.gif (3345 bytes)Curiosità

 estrella2.gif (3345 bytes)Isole

 estrella2.gif (3345 bytes)Informazioni Generali
 estrella2.gif (3345 bytes)Leggende Polinesiane

PoLiNeSiA
 
Il momento migliore per venire in Polinesia è nell’inverno australe che corrisponde alla  nostra estate, è in generale il periodo più secco e quindi con minore percentuale di umidità nell’aria e minori precipitazioni. La temperatura è più fresca e si va da un minimo di 22° nella notte ad un max di 28°/29° durante il giorno. La temperatura è più fresca poiché in questo periodo c’è quasi sempre vento che viene da Sud-Est, quello che qui chiamano il Maramù. Essendo noi nell’emisfero sud il vento da sud è fresco. Potrà sembrare lapalissiano ma, non credo per tutti. Il clima cambia in tutto il mondo quindi non stupitevi di trovare anche in inverno alcune giornate di pioggia e senza Maramù. Qui siamo in inverno e quindi le ore di luce sono inferiori a quelle di buio. A seconda dello scorrere dei mesi il sole sorge mediamente verso le 6 e tramonta verso le 17,30. La temperatura del mare si tiene sui 27°/28°, in lagune molto protette anche 3° o 4° in più. Prevedete quindi un golf per le passeggiate serali, in particolare se c’è vento. Portatevi qualche repellente per le zanzare e un dopopuntura poiché nelle zone con vegetazione è facile incontrare zanzare che adorano sangue occidentale. Per la notte portatevi un fornelletto con pastiglie o liquido che potrete collegare ad una presa (togliete preventivamente la spina centrale della terra altrimenti non riuscirete ad utilizzarlo con le spine francesi). La Polinesia è il paese dell’informalità, sia per consuetudine che per clima; qui anche i personaggi più importanti ed in vista vestono semplicemente. Infradito, pantaloncini e maglietta per l’uomo e infradito, pareo e maglietta o top per la donna. Non portate parei nel paese dei parei, lo acquistate qui e resterà anche un bel ricordo.
La gente di Polinesia è diventata molto religiosa e la maggioranza è protestante e cattolica, quindi anche se lo tollerano perché siete turisti, se non siete in spiaggia non andate in giro in costume: è una forma di rispetto nei loro confronti e saranno ancora più disponibili. Premesso che la maggior parte dei polinesiani non fa il bagno in questo periodo poiché è inverno e l’acqua “è fredda”, difficilmente troverete una donna polinesiana fare il bagno in costume: quasi sempre con pantaloncini e maglietta. Se cercate il divertimento serale così come viene inteso in occidente questo non è il posto giusto. Si va a letto presto e al levare del sole si è già in piedi per approfittare della giornata. I negozi aprono alle 6.30 e i caffè o piccole trattorie dove fare colazione a volte anche prima.
Dimenticate il mito della sessualità polinesiana, esso è morto laddove sia esistito come tale, con l’arrivo dei primi colonizzatori e poi con i missionari. Se
al contrario avete letto della sensualità, della grazia, della semplicità delle donne polinesiane beh questo è tutto vero. Vi basterà vedere danzare una qualsiasi polinesiana, senza distinzione di età, per rendervene conto. Contrariamente a quanto si può dedurre dalle foto dei depliant patinati dei tour operator, la Polinesia non è famosa per le sue lunghe e grandi spiagge bianche ma, bensì, per le sue lagune e il saper vivere della gente polinesiana. Certo ci sono spiagge ma sono generalmente piccole con la vegetazione giusto a ridosso e potrete trovare corallo già a qualche metro dalla riva. Le spiagge che troverete negli hotel, nel 90% dei casi sono di sabbia riportata e sottratta alle zone sabbiose della laguna. Nel programmare il vostro viaggio non puntate a vedere il maggior numero di isole o atolli altrimenti sarete sempre con una valigia in mano e non coglierete quasi niente di questo paese. Restate al minimo 3 o 4 giorni nello stesso posto: come tutte le cose belle e che fanno piacere nella vita, anche questa, va gustata e non divorata e allora… almeno ne ricorderete il sapore. La gentilezza, l’affabilità, il sorriso e la disponibilità richiama altrettanto quindi siatelo nei confronti della gente e vedrete che sarete ripagati in modo più che proporzionale. Siate curiosi ed aperti, chiedete e vedrete la disponibilità e la cura con la quale saranno felici di spiegare e farvi apprendere della loro tradizione, sia essa in cucina che alla pesca o nella danza poiché è questo per loro motivo di orgoglio. A proposito di cucina, qui si mangia molto bene poiché è un melange di cucina polinesiana, cinese e francese. Bisogna viaggiare anche con il “gusto” quindi non date per scontato che un certo tipo di piatto non vi piacerà: assaggiatelo senza preconcetti e scoprirete sapori nuovi che vi conquisteranno. Denaro speso per noleggiare uno scooter, una bici, una vettura, una canoa o una piccola barca a motore sono soldi ben spesi poiché vi permetteranno in terra di ammirare la vegetazione prorompente e di fare qualche incontro interessante e per mare, in laguna, di vedere l’isola dalla sua prospettiva migliore e magari fare dello snorkeling nei tanti giardini di corallo nelle vicinanze del reef. Se poi il vostro budget ve lo consente fatevi qualche giorno in barca per isole: è il modo migliore per vedere e visitare le isole. Le Isole della società si prestano particolarmente ad essere visitate e vissute in barca a vela e sarete sempre in escursione al costo di una buona pensione di famiglia.
Evitate i delfinari e il pasto degli squali: sono iniziative turistiche malsane e personalmente non le incoraggerei. Tra l’altro con un decreto dell’aprile 2006 , il governo polinesiano ha vietato il pasto agli squali come pure la sua caccia per scopi commerciali (vedi pinne di squalo per la cucina orientale). I delfini potete vederli facilmente nelle Pass (interruzione del reef che permette l’accesso alla laguna) e loro dintorni. Quale migliore lagunarium (recinto che contiene i pesci tipici del luogo) che la stessa laguna, con i pesci liberi e nel loro habitat che, è il caso di dirlo, vi vengono ad osservare. Se proprio volete vedere gli squali, o fate una immersione con un diving, oppure vi concedete a Bora una escursione con il piccolo sottomarino giallo. Ma se nel vostro itinerario c’è anche Tahaa potreste andare all’Hibiscus dove il buon Leo gestisce la omonima fondazione per la protezione delle tartarughe di mare. In delle vasche a mare potrete osservare le tartarughe verdi che sono sotto cura per ferite o semplicemente in riabilitazione prima di essere liberate in mare aperto. Potrete sempre chiedere se una tartaruga è pronta per essere liberata e quindi adottarla. Negli ultimi due anni ne abbiamo adottate e liberate più di una ventina. Permettetemi ancora una raccomandazione. Se qualche escursione vi propone di fare una passeggiata sulla barriera corallina: non andateci! La barriera corallina ha già un suo equilibrio molto instabile grazie all’uomo, se poi ci camminiamo anche sopra siamo degli incoscienti. Dove metterete la vostra impronta delle scarpe ci vorranno decenni prima che si rigeneri: ne vale veramente la pena? Il corallo e la laguna vanno preservati con cura: è un dovere di tutti. Imparate presto quelle 4 o 5 parole di polinesiano e usatele tipo: Iaorana (il nostro buongiorno ma viene usato in qualsiasi ora), Maururu (Grazie), Nanà (Ciao), Manuia (alla salute, cin cin, buona fortuna), Mei tei? (come và ?) e poi… siate curiosi e chiedete. Negli atolli delle Tuamotu siate un pò risparmiosi con l’acqua dolce: non ne hanno tanta. Non usate litri e litri di bagno schiuma: ciò non è utile né per la vostra pelle né per la laguna che in un modo o nell’altro lo assorbirà. Come dopo sole e idratante provate ad usare l’olio di Monoi o la sua versione in crema e se vi siete arrossati provate l’olio di Tamanù oppure la sua versione in crema. Vedrete che dopo l’uso ve ne porterete un po anche in Italia. L’olio di Tamanù prendetelo in ogni caso: è un toccasana per tutti i problemi di pelle e… dico tutti. Cercate di non ferirvi con il corallo altrimenti vi rovinate la vacanza e sarete costretti a non fare il bagno per diversi giorni altrimenti si infetta tutta la ferita. Un’ultima informazione. A parte Tahiti, nelle altre isole l’autostop funziona abbastanza bene quindi se volete spostarvi da una parte all’altra dell’isola o per andare al villaggio o per ritornare alla pensione, mettete fuori il pollicione e disegnatevi un bel sorriso sul vostro viso rosso cotto dal sole e vedrete che qualche polinesiano in pick-up vi farà salire nel cassone e, seppure il suo farè è prima della pensione, allungherà la strada e vi accompagnerà con piacere.

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